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orge

Wow!!! Che serata la mia prima al privè...


di Xandro68
23.10.2018    |    1.285    |    2 9.1
"Nonostante fosse stata appena posseduta da Mario, non appena posai la mia lingua sul suo punto piu prezioso ed erotico, Carla fece uno scatto di piacere ed iniziò ad emettere lamenti di piacere..."
Ancora pochi scalini e avrei varcato la soglia del privè emozionato, eccitato ma soprattutto molto incuriosito nell'incontrare la coppia con cui avevo appuntamento. Questa, l'avevo conosciuta sul sito rispondendo ad un loro last, ma poi quella sera non avevo, per improvvisi miei impegni, potuto conoscerla. La voglia e la curiosità reciproca nel conoscerci era rimasta inalterata anzi, continuando la corrispondenza, era aumentata vista le molteplici passioni che ci accumunavano. Ora impugnando la maniglia altri pensieri affollarono la mia mente. Mi domandavo se sarei piaciuto, se sarei stato adeguato al posto e alle persone aldilà della porta. Mi vennero dubbi sulla mia virilità e soprattutto se non mi sarei imbarazzato e bloccato dinanzi a sconosciuti. Cercai si sgombrare quei nefasti pensieri, feci un profondo respiro e aprii la porta. Una sensuale musica riempii le mie orecchie. La pista da ballo che mi apparve dinanzi, era illuminata in stile disco, con luci colorate che si accendevano e spegnevano al ritmo della musica. La sala da ballo era posta tra il bancone del bar e i divanetti color rosso porpora, dove i clienti potevano godersi lo spettacolo dei ballerini, intrattenersi in chiacchere amichevoli oppure più semplicemente riposarsi dopo un ballo frenetico, sorseggiando un cocktail. Alle spalle del salone vi era un'ampia vetrata a specchi, dove si riflettevano le sensuali movenze di alcune coppie, che elegantemente muovevano i loro corpi, seguendo le note musicali. Osservai attentamente i ballerini, senza riconoscere la coppia da me cercata. A lato erano posti dei pali da la-dance e una gabbia rialzata, dove potei facilmente immaginare lo svolgersi di coreografie altamente erotiche. Poi dedicai con attenzione, la mia ricerca nei salottini che in penombra che circondavano la sala da ballo. Il mio scrutare fu interrotto dal saluto, proveniente dalle mie spalle :" Ciao Sandro, sei tu vero?"  mi voltai e vidi un uomo che reggeva con le mani due lunghi bicchieri. Lo riconobbi subito, era Mario il marito della coppia mia amica. Leggermente più basso di me, fisico asciutto e sportivo, vestito in maniera casual, mi accolse con un sorriso molto amichevole. Mi spiegò che stava provenendo dal bar con le ordinazioni di due gentili signore e che prestissimo avrei fatto la loro conoscenza. Si diresse verso un divanetto in disparte il leggera penombra. Mentre ci avvicinavamo, ebbi modo di riconoscere Daniela la splendida bionda moglie di lui. Wow era bella, più bella di come appariva dalle foto che nel pomeriggio mi aveva inviato. Alta, bionda, gambe lunghe e affusolate che generosamente mostrava da un vertiginoso spacco della gonna. Non appena questa mi vide, si alzò venendomi incontro e mi salutò affettuosamente abbracciandomi e baciandomi. Poi mi presentò una coppia loro amica. La Lei di nome di Carla, bellissima anche lei, riccia e mora, con occhi da cerbiatta che attentamente mi osservavano. Il suo décolleté attirò subito i miei sguardi. Una terza abbondante debordava, da un ampia scollatura dal suo elegante e sensuale vestito. Eravamo tutti sulla cinquantina, anni più  anni meno, a parte il marito di Carla. Alberto aveva abbondantemente superato i sessanta. Nonostante ciò, si dimostrò un uomo molto colto dalla lingua spigliata. Seppe intrattenere il gruppo con discorsi e battute per gran parte della serata. Al contrario, Carla rimase in religioso silenzio, sempre al fianco e all'ombra del marito. Parlò poco o niente, ma in compenso parlavano i suoi occhioni, verdi e curiosi, che mi fissarono a lungo. I nostri sguardi si incrociarono spesso in quanto fui subito attratto da quella bellissima ma alquanto silenziosa creatura. Daniela, la bionda, invece si rivelò molto spigliata e intraprendente. Mi interrogò di come e quando ero entrato in questo trasgressivo mondo, volle sapere tutto di me. Mi spiegò il rapporto di swinger che aveva intrapreso grazie al marito, di come e quanto si divertivano e mi delucidò dell'altra coppia. Mi fece chiaramente capire che Alberto non aveva più rapporti con la giovane moglie e si accontentava oramai solo a guardarla. Io sarei dovuto essere il protagonista della serata si Carla, ma solo dopo essere stato assaggiato da lei. In fin dei conti lei mi aveva conosciuto, lei era stata ad invitarmi e quindi il diritto di assaggiarmi per prima le spettava di diritto. Mi confidò il  suo programma della serata, mentre mi accompagnava a visitare il locale. In particolare, mi mostrò a grande sala circolare, con un grande letto rotondo, posto nel mezzo, circondata da un'ampia specchiera che ci avrebbe permesso di vedere i  nostri peccaminosi riflessi. " Qui tra breve sarai mio" mi disse prima di baciarmi. Le nostre lingue si intrecciarono in un appassionato baciò mentre le mie mani scendevano lungo la sua schiena soffermandosi sul suo sedere. Mmmh che tondo è che che sodo rivelò essere al mio tatto. Alle note di I Feel  Love di Donna Summer la bionda signora improvvisamente si staccò da me, dicendomi :"Prima di avermi dovrai ballare..." e mi condusse sulla pista da ballo. Tra revival anni settanta-ottanta e sensuali balli latini, i nostri corpi si strusciarono e si strinsero maliziosamente. La accarezzavo al ritmo di musica e muovendo appositamente il bacino le facevo sentire il mio ardore e il crescente desiderio. Ad un tratto sentii altre mani che mi toccavano i glutei. Mi girai insospettito e incuriosito, di chi fossero quelle audaci mani, e tra il mio stupore e sorpresa, vidi Carla, che mi sorrideva tronfia, nell'aver trovato il coraggio di tale azione. Le due madame mi strinsero, conducendomi in un ballo altamente erotico. Daniela mi aveva prontamente sbottonato la camicia e baciava il mio petto, nel mentre Carla aveva infilato una mano sotto i pantaloni tastandomi il pacco ormai durissimo e mi baciava molto sensualmente la base del collo. Fortunatamente, in mio soccorso, accorse Mario che mi liberò dalle fameliche fauci delle due porcelle e si unì alle danze. Ballammo diverse canzoni, scambiandoci le compagne di danza. Mentre noi ci divertivamo, notai Alberto che discuteva placidamente, sorseggiando un cocktail colorato, con il barman. Ero perplesso e incuriosito da questa nuova esperienza. Ne avevo già sentito parlare, ma mai mi era capitato un marito, che lasciava me o ad altri la propria moglie, rimanendo in disparte. E poi questa riccia signora tanto timida e silente nella vita pubblica, mi dava l'impressione di trasformarsi in una pantera assetata di sesso... Mi intrigava, mi affascinava, avevo voglia di lei, e lei, a giudicare da come mi fissava anche durante le danze, aveva le stesse mie voglie. Al termine del brano Porno degli Arcade Fire, Daniela disse di avere caldo e che dovevamo andarci a rinfrescare spogliandoci, nella stanzona. Se era vero, come mi aveva in precedenza confessato, che era stato il marito a traghettarla in questo lussurioso mondo, ora era Daniela il nocchiere della carrozza che li conduceva ai peccaminosi divertimenti. Carla corse dal marito ad avvisarlo del nostro imminente spostamento e questi rispose con un sorriso e una tenera carezza di incoraggiamento. Si riunì al gruppo avvisando che lui sarebbe arrivato al più presto. Lungo il buio corridoio che conduceva alle stanze del sesso, non mi seppi trattenere e con audacia afferrai la riccia signora, stringendo il suo seno prosperoso. Dovette piacerle molto in quanto non solo non si divincolò, ma torcendo il collo mi baciò con passione infilandomi la lingua in bocca. Daniela appena se ne accorse ci separò e trascinandomi con forza esclamò :" Lui adesso è mio, potrai gustarlo solo quando io ne sarò sazia. Accontentati di mio marito che saprà divertire sia te che il vecchio." Entrati nello stanzone, mi resi conto che all'interno vi erano altre due coppie che stavano amoreggiando tra loro. Avrei voluto vedere chi fossero e soprattutto mirare le signore, ma non ne ebbi la possibilità. La magnifica bionda mi saltò letteralmente addosso, spogliandomi. Alla vista del mio cazzo in erezione esclamò "wow!!! È più bello e grosso di quanto potessi immaginare dalle tue foto" e dicendo questo se lo cacciò letteralmente in gola. Gli baciava la cappella, lo leccava lungo tutto la sua lunghezza, lo ciucciava con foga. Era proprio un'abile pompinara. Io mi sdraiai gustando le sue morbide e calde labbra. Fu allora che mi accorsi che anche sul soffitto vi era un enorme specchio. Nel riflesso vedevo Mario che stava leccando nella sua intimità Carla e che questa, evidentemente molto eccitata, per favorire il suo bel lavoretto inarcava il bacino e lo attirava a se, afferandogli con vigore la sua folta capigliatura brizzolata. Oltre a loro, ebbi la possibilità di gustarmi le altre due coppie di amanti. Una era intenta in una appassionata pecorina. Un lui, dal fisico possente, stava profanando il posteriore di una signora magra dai capelli tendenti al rosso. Dell'altra coppia potevo  vedere solo la Lei. Una donna, con i capelli neri cortissimi stava cavalcando a gran ritmo il suo uomo. Di lui, dal riflesso, potevo vedere solo le gambe muscolose e le mani che stringevano un gran bel culo. Un tatuaggio posto sopra il sedere della cavallerizza, attirò la mia attenzione. Mi venne una gran voglia di possedere anche quella donna. Vi starete chiedendo:" Una bionda ti sta ciucciando il pisello e tra breve ti scoperà fino all'ultima goccia, un'altra sta aspettando il suo turno e tu che fai pensi ad una terza?"  Si esatto, in quel momento mi formicolò l'idea di scoparmi il culo, sempre se lei me lo permetterà, della tatuata signora. Daniela nel frattempo mollò la presa del mio membro, si tolse gli ultimi indumenti ancora indosso, vestii con un preservativo il mio uccello e delicatamente si sedette  sopra. Iniziò a cavalcarmi selvaggiamente come un amazzone. Era proprio una gran porca. Oltre che abile pompinara si dimostrava anche una gran scopatrice. Si muoveva con maestria e imponeva un gran ritmo ai suoi affondi. Ero al settimo cielo. Rallentai i suoi movimenti afferrandola per il suo tondo culo e la baciai con ardore. Da quella posizione, iniziai io a muovermi dentro di lei effettuando lunghe e profonde spinte. I suoi occhi erano spiritati dal piacere e lei me lo confermò sussurrandomi:" Mmmh come mi piace e come lo sento dentro". A quelle parole, mi divincolai, la feci girare e inginocchiare rientrando rapidamente  in lei. La stantufavo con affondi vigorosi e profondi, tenendola ben ferma per le natiche e ogni tanto le davo una bella sculacciata. Doveva piacerle molto da come ansimava e dai striduli che emetteva. Oltre a noi, altre tre coppie stavano scopando con passione, ma nella stanza rieccheggiavano solo i suoi sonorissimi mugolii. Mentre spingevo sempre più in profondità e con maggior ritmo la mia verga dentro la passerina bagnatissima di Daniela, ebbi modo di osservare Mario che stava anch'esso amoreggiando con Carla in una provocante pecorina. Lei ansimava a bocca spalancata e le ballonzolavano le grandi tette. Le altre coppie si erano nel frattempo invertiti i reciproci partners. Il lui possente, si stava accoppiando in una sensuale posizione a missionaria, con la donna dai corti capelli e dal tatuaggio posto a fondo schiena. Il padrone delle mani e delle gambe, da me in precedenza viste, risultò essere un giovane palestrato con svariati tatuaggi sia sulle braccia che sul petto e sulle spalle. Stava ora armeggiando tra le gambe della rossa. Anche questa risultò essere molto più bella e giovane, della mia prima valutazione attraverso  riflesso del soffitto. Gli ansimi, sempre più crescenti, mi riportarono sulla mia compagna di giochi dal bellissimo culo. Sferrai gli ultimi energici colpi ed ella ululando il proprio piacere mi avvisò del suo orgasmo. Goduta si lasciò cadere sul tondo lettone. Ancora dentro di lei, mi accovacciai su di lei e la baciai sul collo. Ella mi chiese se volevo venire dentro la sua bocca, cosa alquanto allettante, ma dopo un rapido pensiero fui costretto a declinare l'offerta. "Sicuramente piu tardi o in un'altra occasione, ora tocca a Carla" risposi con gentilezza mentre accarezzavo il suo morbido e tondo sedere. Nel frattempo l'ormone possente, con un ansimo animalesco, annunciò il suo abbondante schizzo di seme caldo assestando gli ultimi violenti colpi sulla brunetta dai capelli corti. Chiesi ragguagli sulla ragazza tatuata a Daniela, ed ella mi rispose :" Ti piace? Vorresti fare il porcello anche con lei? Non ti preoccupare li avviciniamo io e Mario. Suo Marito verrebbe farmi le feste da molto tempo...e pure io a lui!!! Ma prima devi soddisfare Carla. Devi farla godere. Il suo punto debole è il clitoride, leccala bene e vedrai come va in orbita. Io l'ho fatta saltare dal piacere parecchie volte... " Mi congedò regalandomi un lussurioso bacio. La vidi allontanare dirigendosi verso la brunetta.Si avvicinò con fare tranquillo, molto sicura di sé e con mia sorpresa, le vidi scambiarsi un saffico bacio. Il mio pene già duro di per sé, si irrigidí ulteriormente e vedendo Carla a bocca aperta, mentre subiva i colpi da dietro di Mario, non persi l'occasione di infilarglielo. A lei non parve vero di avere a suo disposizione due uccelli. Iniziò a cucciarmelo avidamente. La scena con uno davanti e l'altro dietro durò poco poiché Mario accortasi della moglie, oramai avvinghiata in un lussurioso sessantanove lesbico, accorse da lei, lasciandomi la tettuta riccia, tutta per me. Ingrifato feci coricare Carla di schiena e seguendo i consigli della magnifica bionda, mi gettati tra sue gambe. Nonostante fosse stata appena posseduta da Mario, non appena posai la mia lingua sul suo punto piu prezioso ed erotico, Carla fece uno scatto di piacere ed iniziò ad emettere lamenti di piacere. Infilavo la mia lingua nella sua vagina, la leccavo con maestria ora delicatamente e poi voracemente e con attenzione titillavo il suo clitoride con la punta della lingua. Quando era prossima alla sommità del piacere mi bloccò, mi invito a scoparla con forza che ora voleva godere di cazzo, dopo che già Maria l'aveva fatta venire con la bocca. Immediatamente l'accontentai. Scartai un nuovo profilattico, protessi nuovamente il mio uccello e rapidamente entrai in lei. Lei chiuse gli occhi e si gustò tutto me. Dapprima i miei movimenti furono lenti e sinuosi, badando a far accrescere il suo piacere. Quando la sentii bagnatissima e quindi molto eccitata, iniziai ad aumentare il ritmo e il vigore dei colpi. Afferrai le sue gambe, le posai sulle mie spalle e con tutta la forza che avevo la penetrai badando unicamente ad assestargli colpi profondi e violenti. Lei ansimava e gemeva, un misto di dolore e piacere usciva dalla sua bocca. Nella stanza un'altra coppia stava godendo, non capii chi, ma udii perfettamente gli inconfondibili suoni di piacere, emessi da un uomo e una donna. I gemiti misti agli ansimi erotici, provenienti dalla nostra camera, fecero salire l'eccitazione di Carla che sbattendo le mani sui materassi  gridò in maniera molto stridula un fragoroso :" Aaaaahhh sssiii ssssiiiii cosìììì vengooooo!!!!!" Posai le sue gambe facendola rilassare e baciandola in bocca gli accarezzai le sue prorompenti tette. Succhiai e giocai con i suoi capezzoloni. Che seno meraviglioso, sodo  e resistente alla gravità malgrado una terza abbondante. Compiuto il mio dovere con la riccia signora, mi girai alla ricerca della brunetta tatuata. Speravo fosse ancora nella stanza per giocare con lei. L'orgasmo precedente, da tutti noi sentito, era stato emesso dal giovane palestrato ricoperto di tatuaggi e dalla bionda Daniela. Lui un ragazzo intorno ai trentacinque anni, con un fisico scolpito da anni di palestra, con vari tatuaggi e completamente depilato,  stava ripulendo il suo arnese con una salvietta.Aveva scaricato il suo prezioso seme, togliendosi un attimo prima il gommino, sulla pancia di Daniela. Lei completamente goduta e rilassata era sdraiata a gambe ancora aperte. La brunetta, con il tatuaggio appena sopra il sedere, era accovacciata su di lei intenta a ripulire, con sapienti leccate, lo sperma del compagno. Nel mentre le mani frugavano sia sul seno della bionda signora ma soprattutto si premunivano di donare piacere alla sua figa ancora grondante di umori. Patrizia, come scoprirò più avanti chiamarsi, durante il suo cortese lavoro esibiva uno splendido e invitante culetto. Io che non avevo ancora raggiunto l'orgasmo, ne fui subito attratto e pensai che quello sarebbe stato il posto più bello e indicato dove eiaculare la mia calda crema bianca. L'ormone dal gran fisico, che già in precedenza aveva goduto, si gustava in silenzio ciò che avveniva di fronte a lui e in particolare la performance della moglie. Lei, ossia la ragazza magra dai capelli rossi, stava cavalcando Mario. Il quale giocava, con le sue mani, su due tettine da adolescenti con capezzoli pronunciati e appuntiti. Lorena molto eccitata chiamò a sé il marito, che nel frattempo grazie agli eccitanti spettacoli da noi tenuti, si era nuovamente rinvigorito. Con fare molto deciso gli prese l'uccello e se lo portò alla bocca. Iniziò un superbo pompino durante una mirabolante cavalcata. Abbandonai Carla e mi diressi deciso verso quel magnifico fondo schiena, raggiunto mi chinai a baciarlo ed accarezzarlo godendo di questa perfetta rotondità. Lei sentendosi toccare  si girò per verificare chi avesse avuto l'ardire, i nostri occhi si incrociano, e per un attimo temetti un suo rifiuto. Ma non avvenne,  anzi sorridendo mi spronò dicendomi in maniera molto eloquente :" Avevo giusto voglia di un bel pisello" mentre con i suoi occhietti neri soppesava la mia verga svettante e desiderosa. Alternavo le mie slappate di lingua sia sulla sua fessura più intima che sul suo buchino più nascosto. Quando con la lingua mi dedicavo al suo ano, cercavo di penetrarla il più possibile in profondità per lubrificare con la mia saliva e nel mentre con i polpastrelli giocavo con il suo pistolino. Quando invece leccavo la sua passera infilavo le mie dita isalivate dentro  il suo posteriore in modo da dilatare e favorire il mio prossimo ingresso. Quando il suo ano fu ben rilassato e lubrificato, rivestiti nuovamente con un preservativo il mio cazzo e con estrema delicatezza ma con decisione penetrai   il culo di Patrizia. Che bello, che calore e che sublime sensazione provai nell'essere dentro di lei. Iniziai a perforarla dapprima lentamente  per poi aumentare gradatamente il mio ritmo e la forza dei miei affondi. Daniela si era girata, posizionandosi sempre sotto la brunetta ma con la testa ora posta tra le gambe di questa. Mentre inculavo la ragazza potevo distintamente intuire come la bionda con la propria lingua giocasse ed eccitasse Patrizia. A volte deliziava me, leccandomi l'asta durante la penetrazione o prendendomi delicatamente in bocca i testicoli oramai carichi del seme del piacere. Di fronte lo spettacolo che appariva ai miei occhi, era sempre più coinvolgente ed erotico. La rossa cavalcava sempre energicamente Mario. Sul suo viso si era seduta Carla che si faceva frastullare di lingua dal poverino, l'omone era in piedi tra le due madame e donava la propria verga ora nella bocca di una, ora in quella dell'altra. Tra mugolii vari, dolci visioni e naturalmente lo splendido culo di Patrizia a mia  disposizione, sentii salirmi l'eccitazione alle stelle. Sferrai gli ultimi vigorosi colpi e venni copiosamente nel gommino dentro il tondo sedere. Anche la giovane ragazza tatuata, stimolata dalle sapienti leccate di Daniela e dal mio uccello nel posteriore raggiunse il piacere. Quasi in contemporanea  vennero, urlando ai quattro venti la loro goduria, sia Mario che la giovane rossa. L'ormone impiegò in po' più di tempo, ma poi le morbide labbra della riccia mora lo fecero schizzare. Carla ingoiò tutto facendo attenzione a non perdersi neppure una preziosissima goccia del succo del piacere di Andrea. L'uccello dell'uomo uscí dalla sua bocca lucido e splendente... Appagati, goduti e soddisfatti uscimmo dallo stanzone diretti verso i bagni. Con docce e lavaggi vari ci ricomponemmo facendoci trovare nuovamente presentabili al bar. Tra bevande, stuzzichini e pizzette ci presentammo e facemmo amicizia. La serata era alla conclusione, io osservavo con occhi stralunati, i miei compagni di giochi. Ero entrato, qualche ora prima carico di curiosità ed eccitazione e soprattutto teso per la paura della prima volta. Non sapevo come avrei affrontato degli sconosciuti, se l'essere al centro dell'attenzione di occhi indiscreti mi avrebbe bloccato oppure aumentato la mia carica erotica. Ora potevo ritenermi molto soddisfatto del mio atteggiamento e del comportamento del mio giochino tra le gambe. Salutai e ringraziai tutti per la bella serata appena trascorsa, in particolare mi trattenni maggiormente con Daniala e Mario, con i quali ci promettemmo un nuovo incontro più avanti. Sull'uscio del locale fui raggiunto da Lorena la rossa, la quale con un peccaminoso bacio mi congedò dicendomi :" Questa sera hai accontentato tutte le signore a parte me, la prossima serata mi rifarò con gli interessi...."
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